Mission: informazione e formazione sul radon

 

Il radon è un gas naturale radioattivo e cancerogeno che causa annualmente un gran numero di carcinoma polmonari; di questi circa 20.000 nell’Unione Europea e 3500 in Italia.
Fortunatamente non è difficile individuarlo, misurarlo e difendersi, ma occorre sapere come.

E’ un gas prodotto dal decadimento radioattivo dell’uranio presente nel suolo e ha tra i suoi figli il polonio, uno degli elementi più letali esistenti. Questi, tutti insieme, per via delle radiazioni ionizzanti emesse, sono la causa nell’uomo di un’alta probabilità di insorgenza di tumore. Possono infatti accumularsi negli ambienti chiusi raggiungendo concentrazioni pericolosamente elevate senza che ce se ne accorga.

L’inquinamento da radon all’interno di un edificio (radon indoor) nasce principalmente dall’esalazione del terreno che lo circonda, in misura minore dai materiali con cui è costruito, dall’acqua che per vari usi vi è fatta entrare e infine dall’aria esterna (radon outdoor) ove è naturalmente molto diluito.Acquerello multicolore di un paese sparso sul territorio.

Tali esalazioni variano da luogo e luogo per cause connesse alla geologia locale. I fattori che però maggiormente lo determinano, anche con differenze di più ordini di grandezza, derivano da come è costruito il manufatto edilizio.

Fortunatamente tramite gli strumenti di misura e le tecniche di protezione preventiva, di bonifica o mitigazione di abitazioni, scuole, luoghi di lavoro e pubblici, i danni biologici per le radiazioni ionizzanti di questo gas sono in gran parte evitabili.

Le raccomandazioni della Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le direttive europee e le stesse disposizioni di legge nazionali sottolineano come alla base di una strategia di difesa ci sia l’informazione del cittadino e ne danno l’incarico alle autorità locali ed alle organizzazioni sanitarie e ambientali.

Nell’assenza di sufficienti iniziative di formazione, www.radongas.eu ha l’intento di informare le varie categorie di cittadini seguendo la loro precedente conoscenza del radon.

La spinta che ci ha mosso è stata quindi la convinzione dell’importanza del diritto alla conoscenza di questa problematica e di come difendersi dai suoi rischi.

Questo sito vuole inoltre differenziarsi con l’approfondimento di alcune tematiche nuove, tramite, ad esempio, schede tecniche su l’analisi diagnostica di grafici radon rilevati in campo, lo studio approfondito del suo andamento nel tempo in locali confinati, la composizione dell’aria indoor o di quella inspirata, oppure l’analisi dettagliata di tutte le unità di misura delle grandezze di interesse.

Oltre a questo vi troviamo pagine e testi informativi utili come quelli sulla legislazione o sul “radon economics”, un’ampia raccolta di mappe di concentrazione radon in Italia e all’estero, una ricca scelta di FAQ e una proposta di procedure operative di misura dettagliate.

La Direttiva Europea 2013/59 Euratom del Consiglio richiedeva, tra l’altro, che ciascuno stato stabilisse, entro il 6 febbraio 2018, livelli massimi ammissibili di concentrazione media annua di radon negli edifici non superiori a 300 [Bq/m3] e attivasse Piani Nazionali Radon finalizzati a diminuirne l’impatto sulla salute.

Attendiamo ancora con fiducia.

Infine una riflessione. E’ noto che non vi è una soglia nella concentrazione del radon nell’ambiente al di sotto della quale non vi siano danni al nostro sistema respiratorio, e inoltre si calcola che quasi il 90% delle vittime sono causate dalla vita in ambienti con meno di 200 [Bq/m3] (vedi la percentuale di tumore per radon). Allora la strategia di difesa che parte dall’individuazione delle altamente inquinate “radon prone areas” ove indirizzare gli interventi, chiudendo gli occhi sul resto del territorio, appare piuttosto discutibile.

Fantastica immagine della città di Colonia sul fiume. Chi darà agli abitanti la giusta informazione e formazione sul radon?

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