Percentuali di rischio di tumore polmonare per radon

Percentuali di rischio tumore per radon. Questo gas è molto dannoso e può indurre la formazione di neoplasie al nostro apparato respiratorio con un meccanismo causale probabilistico. In questa scheda si rappresentano graficamente i valori di probabilità di tumori in funzione della concentrazione di radon nei locali di vita e si conclude infine che su 100 vittime del radon circa 96 sono fumatori, in tutte le situazioni di inquinamento. 

 

 

Rischio tumore per radon – Introduzione

Molte centinaia di milioni di anni fa la vita sulla superficie scoperta del pianeta terra non era possibile a causa, tra l’altro, dell’intenso flusso di radiazioni ionizzanti provenienti dallo spazio e dall’ambiente circostante.
Per tale motivo quasi le uniche forme di vita possibili abitavano negli oceani sotto lo schermo dell’acqua.
Successivamente grazie alla protezione sorta con la formazione di una spessa atmosfera e alla presenza di un intenso campo magnetico intorno al pianeta, la vita si è potuta estendere anche sopra la superficie asciutta dei continenti.
Il nuovo ambiente era ancora soggetto al flusso delle radiazioni ionizzanti, ma in misura sempre minore, e gli organismi vegetali ed animali si sono assuefatti a tale ambiente.Un albero - Immagine colorata simbolica della vita sulla terra

Tuttora durante la nostra vita sulla superficie del pianeta siamo soggetti al flusso di radiazioni provenienti dallo spazio esterno. Cosmiche che riescono a giungere fino a noi e secondarie causate dalle loro interazioni con gli atomi dei gas atmosferici. Inoltre anche da radiazioni provenienti dai materiali stessi costituenti la crosta terrestre e la biosfera.
Il valore totale di queste radiazioni naturali che ci colpiscono non è irrilevante. Il 40% di esso deriva dagli isotopi del gas radon e soprattutto dalla loro progenie.

 

Il radon

Il radon nasce per trasmutazione nucleare da alcuni elementi pesanti (l’Uranio e il Torio) presenti nelle rocce della costa terrestre ed ivi formatisi fin dalla nascita del pianeta.
All’esterno la concentrazione del radon è molto limitata, grazie al suo alto peso specifico che ne ostacola l’uscita dal terreno ed alla diluizione nell’atmosfera di quella parte che ne esala.
La si misura con pochi Becquerel al metro cubo, da 5 a 30 [Bq/m3], valori variabili nel tempo e nello spazio (vedi le rilevazioni in campo dal n. 56 al n. 60).

La concentrazione di 1 [Bq/m3], che significa una disintegrazione al secondo in ogni metro cubo d’aria, corrisponde alla presenza di circa 477’000 atomi di radon per metro cubo. Mescolati insieme ad un’infinità di altre molecole di gas e vapori (circa 2,7E+25). Vedi per questo la scheda tecnica Composizione dell’aria indoor.
Fin dall’origine della nostra specie ci siamo abituati a questa presenza sgradita. Il nostro organismo ha anche sviluppato modi per difendersi, almeno nei riguardi delle lievi concentrazioni outdoor.

Diversa è la situazione nel sottosuolo dove il radon è presente in concentrazioni 1000 e più volte maggiori. Lo sanno bene gli organismi che vivono sottoterra ed anche noi quando soggiorniamo in miniere, caverne etc.

 

Il radon in casa

Purtroppo anche gli edifici costruiti sopra il terreno, con un inevitabile attacco al suolo, tendono a riempirsi di radon per un disgraziato effetto di risucchio. L’aria dentro gli edifici si inquina fino a raggiungere concentrazioni da poche decine a molte centinaia di [Bq/m3] (radon indoor).

Possiamo immaginarci il radon come un mare di gas che si estende sotto i nostri piedi fino a grandi profondità, e ne sbuffa fuori dalla superficie se lo agitiamo. Le sue dimensioni rimangono inalterate e ne nasce sempre di nuovo nella stessa quantità con cui sparisce trasmutandosi nella sua progenie. La sua radioattività contribuisce a mantenere il nostro pianeta caldo e fuso all’interno.

 

Danni dal radon

Questo gas è molto dannoso per il nostro organismo e in particolare può indurre la formazione di neoplasie al nostro apparato respiratorio con un meccanismo causale probabilistico che cresce con l’aumentare della concentrazione. Non esiste una concentrazione così bassa che non possa provocare danni, e non si è d’altra parte certi di ammalarsi anche sottoposti a forti inquinamenti.

Ovviamente tumori all’apparato respiratorio possono essere provocati anche da altre cause, quella del radon si aggiunge ad esse in modo talvolta sinergico. In particolare una grossa sinergia è stata accertata tra il fumo di tabacco ed il radon.

In  questo rapporto l’Istituto Superiore della Sanità (ISS) calcola che dei circa 32’000 casi annuali di tumori polmonari in Italia, circa il 10 % sono causati dal radon. In particolar modo a danno dei fumatori. Nella stima illustrata nella tabella seguente si hanno in Italia 3237 eventi ogni anno per questa causa (da 1500 a 6000 secondo altri). Di questi circa l’80% tra i maschi.

Tabella da ISS - Stima di casi annui di tumore polmonare per radon nelle Regioni italiane

Questo calcolo di ISS è stato fatto utilizzando ancora i risultati di concentrazione di radon indoor della prima campagna nazionale degli anni ’90.
Da parecchi anni, ed ancora adesso, è però in atto una serie di revisioni di tali dati. Sembra che portino a concludere che l’inquinamento da radon nelle varie Regioni è realmente diverso, e a livello nazionale circa il 57 % superiore. Vedi per questo il nostro testo informativo sulle mappe della concentrazione del radon nelle Regioni italiane.

 

Rischio tumore per radon – Gli studi epidemiologici

In questa scheda si vuole rappresentare graficamente i valori di probabilità di tumori all’apparato respiratorio in funzione della concentrazione di radon indoor.

In una pagina del sito di ISS si legge quanto segue:

I risultati di 13 studi epidemiologici condotti in Paesi europei (incluso uno effettuato in Italia), hanno dimostrato:
• un significativo aumento di rischio di tumore polmonare all’aumentare dell’esposizione al radon;
• l’esistenza di un forte effetto sinergico tra fumo di sigaretta e radon;
• l’evidenza del rischio di tumore polmonare anche (per esposizioni prolungate di alcuni decenni) a livelli di concentrazione di radon medio-bassi (inferiori a 200 [Bq/m3]).

Un aumento di rischio di tumore polmonare del 16 % per ogni 100 [Bq/m3] di incremento di concentrazione media di radon (tenendo conto delle incertezze questa stima varia da 5 % al 31 %).

Il rischio di contrarre un tumore polmonare causato dall’esposizione al radon è 25 volte più alto per chi fuma un pacchetto al giorno di sigarette rispetto a chi non ha mai fumato.

 

Rischio tumore per radon – Gli studi epidemiologici: risultati in termini di rischio assoluto nella vita

Dall’analisi dei precedenti studi, si hanno i seguenti risultati in termini di rischio assoluto, cioè di probabilità di avere un tumore polmonare entro i 75 anni a seguito di una esposizione continuativa a livelli di concentrazione medi di 0, 100, 200 e 400 [Bq/m3]:
• per i non fumatori, il rischio è, rispettivamente, 0.4 %, 0.5 %, 0.6 % e 0.7 %;
• per i fumatori, il rischio è, rispettivamente, 10 %, 12 %, 13 % e 16 %.

Prendiamo per esempio 1000 non fumatori e 1000 fumatori non esposti a radon (cioè esposti a 0 [Bq/m3]). In media circa 4 non fumatori e 100 fumatori svilupperanno un tumore entro i 75 anni. Se tali persone sono invece esposte continuativamente a 400 [Bq/m3], i casi previsti di tumore polmonare diventano circa 7 tra i non fumatori e circa 160 tra i fumatori.

Una prima stima, effettuata nel 2010, dei decessi per tumore polmonare attribuibili al radon in Italia ha fornito i seguenti risultati. Circa 3200 casi ogni anno (la stima oscilla da un minimo di circa 1100 a un massimo di circa 5700 in relazione alle incertezze degli studi epidemiologici).

In termini percentuali ciò rappresenta circa il 10 % di tutti i decessi per tumore polmonare in Italia. Questa percentuale varia da Regione a Regione da 4 % a 16 %, in relazione ai livelli medi di concentrazione di radon.

La gran parte di questi casi è previsto coinvolga i fumatori (e in misura minore gli ex-fumatori) a causa dell’effetto moltiplicativo di radon e consumo di tabacco.

 

Rischio tumore per radon – Grafico della probabilità totale di tumore per radon nella vita

Quanto sopra ci permette di diagrammare il rischio assoluto, cioè la probabilità totale, di avere un tumore ai polmoni nella durata della vita. Questo in funzione della concentrazione media di radon nei locali abitati, nel caso di non fumatori e di fumatori.
In particolare il grafico è costruito partendo dalla affermazione che esiste “un aumento di rischio di tumore polmonare del 16 % per ogni 100 [Bq/m3] di incremento di concentrazione media di radon”.

 

Rischio tumore per radon - Probabilità di tumore polmonare nella vita in funzione della concentrazione di radon

I valori numerici esatti sono riportati nella seguente tabella.

Rischio tumore per radon - Tabella dei valori numerici del precedente grafico

 

Rischio tumore per radon – Osservazioni sulle “radon prone areas”

° la concentrazione di 10 [Bq/m3] nel grafico è esemplificativa di un ambiente senza radon, essendo il valore zero irreale.

° La percentuale P = 0,4 % è il valore ritenuto mediamente valido per soggetti mai stati fumatori (e che non subiscono neppure fumo passivo) che vivano in ambienti senza radon. Tale percentuale rappresenta quindi la somma di tutte le altre cause di tumore polmonare, fumo e radon esclusi. P = 10 % è invece la percentuale che tiene conto del fumo e di tutte le altre cause di tumore polmonare, radon escluso.

° Il rapporto tra le probabilità di tumore, per la sola causa del radon, in un ambiente a basso inquinamento (p. es. 100 [Bq/m3]) o ad alto inquinamento (p. es. 400 [Bq/m3]) è circa 1 a 4. Pertanto il rapporto tra il numero di persone colpite, per la sola causa del radon, lo sarà parimenti. Dai risultati della campagna nazionale degli anni ’90 si ricava che la percentuale di ambienti con concentrazione > 200 [Bq/m3] è di 4,1 %. Vedi testo informativo Mappe della concentrazione del radon nelle Regioni italiane. In altre parole il numero di persone che abitano ambienti poco inquinati è più di 20 – 25 volte maggiore di quello dei pochi, sfortunati, che vivono in “radon prone areas”. Di conseguenza la gran parte di vittime di tumore polmonare indotto da radon vivono in zone a basso inquinamento: quasi il 90 %.

 

Rischio tumore per radon – Osservazioni sul rischio per i fumatori

° Dalla tabella è evidente che, come già noto, il rischio tumore per radon per un fumatore è 25 volte maggiore di quella di un non fumatore, in ogni condizione di inquinamento radon. Tale rapporto è incredibilmente alto e misura l’effetto della sinergia tra le due cause: fumo e radon.

° I meccanismi di danno che il fumo innesca nei nostri confronti in ambienti inquinati da radon non è ancora individuato con certezza. Si può ipotizzare che il fumo inibisca i nostri sistemi di difesa, che abbiamo sviluppato naturalmente. Come l’espulsione dal nostro sistema respiratorio delle micro particelle con su “attached” gli atomi della progenie del radon. O la capacità di riparazione cellulare. Oppure che favorisca la sospensione della progenie in aria veicolandola più agevolmente dentro i polmoni. Lo stesso fumo potrebbe poi essere già misto a progenie come il Polonio al momento della combustione del tabacco.

° I valori percentuali di rischio tumore per radon di un fumatore in ambiente inquinato da questo gas sono così alti da giustificare l’impressione di trovarci di fronte a reali suicidi. Nel documento del WHO (World Health Statistics 2008) si legge che in Italia la percentuale di fumatori, nel 2005, è stata tra il 22,6 % e il 28,5 % .

° Dai numeri della tabella si evince che su 100 vittime del radon circa 96 sono fumatori, in tutte le situazioni di inquinamento. La strategia migliore per difendersi da questo gas è pertanto innanzitutto quella di non fumare!