Ricepimento Direttiva Europea 2013/59

Il 27 agosto 2020 è entrato in vigore il nuovo Decreto Legislativo del 31 luglio 2020 numero 101 che è il recepimento della Direttiva Europea Euratom numero 2013/59. (per consultare i testi di queste norme andare alla pagina Norme e leggi sul radon)

Il Decreto 101/2020 è l’attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom .

Approvato dal Governo nel Consiglio dei Ministri del 30 luglio scorso, oltre a recepire nel nostro ordinamento la direttiva 2013/59/Euratom, provvede a riordinare e armonizzare la normativa di settore, assicurando il mantenimento delle misure di protezione dei lavoratori e della popolazione più rigorose rispetto alle norme minime stabilite dalla medesima direttiva.

Il termine per il recepimento della direttiva 2013/59 era scaduto il 6 febbraio 2018; contro l’Italia risultava avviata la procedura di infrazione 2018/2044, che aveva portato la Commissione europea a comunicare, il 17 maggio 2018, la messa in mora formale, ad inviare, il 24 gennaio 2019, un parere motivato chiedendo il recepimento della richiamata direttiva, ed infine, il 25 luglio 2019, a deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’Unione europea per mancato recepimento, in quanto, come si legge nel comunicato, alla data del 25 luglio 2019 “le autorità italiane non hanno adottato alcuna legge di recepimento della direttiva, o comunque non la hanno notificata alla Commissione”.

La  Direttiva richiedeva, tra l’altro, che ciascuno stato stabilisse  livelli massimi ammissibili di concentrazione media annua di radon indoor non superiori a 300 [Bq/m3] e attivasse Piani Nazionali Radon finalizzati a diminuirne l’impatto sulla salute.

In Italia il Piano nazionale Radon fu già predisposto nel 2002 da una Commissione del Ministero della salute, come piano pluriennale di prevenzione, coordinato a livello nazionale, per azioni volte alla riduzione del rischio connesso all’esposizione della popolazione italiana al radon, (come previsto dall’Accordo tra Ministro della salute, regioni e province autonome sul documento “Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” del 27 settembre 2001).
Successivamente, nel 2005, la Direzione per la prevenzione sanitaria del Ministero della salute, insieme al Centro nazionale di prevenzione delle malattie, ha avviato un progetto che, rispetto al predetto Piano, si concentra sulla riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia.

Ai sensi dell’articolo 10 del decreto entro dodici mesi dovrà essere adottato un nuovo Piano nazionale d’azione per il radon, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta dei Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, sentito l’ISIN e l’Istituto superiore di sanità (ISS).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.